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Bambini che non amano scrivere: impugnatura, postura e lettere

Aiuti pratici per i bambini che odiano scrivere: postura, impugnatura, famiglie di lettere, esercizi da 5 minuti e quando chiedere a uno specialista.

Redazione di Crayonbird10 min di lettura
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"Non voglio scrivere" può voler dire una dozzina di cose diverse. Per alcuni bambini significa che la mano fa male. Per altri che le lettere vengono storte e si vergognano, oppure che hanno un'idea bellissima e la matita non riesce a starle dietro. Questa guida ti aiuta a capire con quale caso hai a che fare, poi sistema le basi: postura, impugnatura, formazione delle lettere ed esercizi brevi che non finiscono in lacrime.

Prima di tutto, capire che tipo di resistenza è

Osserva tuo figlio mentre scrive una frase a cui tiene, per esempio un biglietto per i nonni, senza correggere niente. Guarda il corpo, la mano e il viso. Poi usa questa tabella come guida indicativa.

Cosa vedi Causa probabile Prima cosa da provare
Scuote la mano, si lamenta che fa male Stringe troppo o impugnatura scomoda Matite corte, riscaldamento, giochi per alleggerire la pressione
Si accascia, appoggia la testa sul braccio, si dimena Seduta e postura Controllare l'altezza di sedia e tavolo
Le lettere partono da punti strani, tante inversioni Formazione delle lettere mai del tutto consolidata Esercitarsi con le famiglie di lettere (vedi sotto)
Scrive tre parole e si ferma Le idee ci sono, ma trascriverle è troppo lento Separare il pensare dallo scrivere: lui racconta, tu scrivi
Lacrime o rifiuto prima di cominciare Insuccessi passati, paura di sbagliare Compiti brevissimi, scrittura con uno scopo vero

La maggior parte dei bambini che non amano scrivere ha due o tre di questi problemi insieme. Comincia dal corpo, perché niente funziona finché stare seduti e tenere la matita non sono comodi.

La postura: la parte noiosa che cambia tutto

Spesso i bambini si ritrovano su sedie da adulti a tavoli da adulti. I piedi penzolano, il tavolo arriva al petto e scrivono con la spalla sollevata. Controlla quattro cose:

  • Piedi ben appoggiati sul pavimento, su una scatola o su una pila di libri.
  • Tavolo più o meno all'altezza del gomito quando è seduto con le braccia rilassate. Un cuscino sulla sedia può risolvere un tavolo troppo alto.
  • L'altra mano tiene fermo il foglio. Sembra una sciocchezza, ma un foglio che scivola è uno dei motivi più comuni di una scrittura disordinata. "La mano aiutante sul foglio" è una frase che vale la pena ripetere.
  • Il foglio inclinato. Per i destrorsi di solito è più facile con la parte alta del foglio girata leggermente a sinistra; per i mancini girata a destra e spostata un po' a sinistra rispetto al corpo.

L'impugnatura: cosa conta e cosa no

L'impugnatura da manuale è il tripode dinamico: la matita tenuta tra pollice e indice, appoggiata sul medio, con il movimento che parte dalle dita e non da tutto il braccio. Moltissimi bambini invece usano quattro dita sulla matita, o una posizione del pollice un po' diversa, e scrivono in modo fluido e comodo. Va benissimo.

Quello che vale la pena affrontare:

  • Un'impugnatura a pugno in un bambino dai 6 anni in su.
  • Il pollice avvolto sopra le dita, che così non possono muoversi.
  • Nocche bianche, o una pressione così forte da strappare il foglio o spezzare la mina.
  • Una scrittura che parte dalla spalla o dal gomito invece che da dita e polso.

Alcune soluzioni che funzionano meglio dei rimproveri:

  1. Usa matite corte. Una matita lunga più o meno quanto un dito di tuo figlio, o un pastello spezzato, fisicamente non si può tenere a pugno. Le matitine da golf sono perfette.
  2. Prova "pizzica e gira". Appoggia la matita sul tavolo con la punta rivolta verso la pancia di tuo figlio. Lui la pizzica vicino alla punta con pollice e indice, poi la ribalta all'indietro sopra la mano, fino alla posizione giusta.
  3. Scrivi su una superficie verticale. Una lavagna su un cavalletto o un foglio attaccato al muro mettono il polso in una buona posizione in modo naturale.
  4. Gioca alla "matita silenziosa". Chiedigli di scrivere così piano che non si senta la matita. Poi un po' più forte. Così la pressione diventa un gioco.
  5. Matite più grosse o triangolari aiutano alcuni bambini a sentire dove mettere le dita.

Se l'impugnatura funziona e il bambino ha 8 o 9 anni, pensaci bene prima di cambiarla. Rieducare un'impugnatura consolidata è lento e frustrante, e potrebbe non essere affatto necessario.

  • matita
  • pastello
  • gomma
  • quaderno
Una matita corta, un pastello grosso, una buona gomma e un quaderno scelto da lui: il kit completo.

La formazione delle lettere: per famiglie, non in ordine alfabetico

Insegnare dalla a alla z in ordine significa che il bambino incontra la a, poi un movimento completamente diverso per la b, poi di nuovo una curva per la c. Raggruppare le lettere in base a come si tracciano permette a un solo movimento di servire per più lettere. In Italia di solito si parte dallo stampato maiuscolo e solo dopo si passa al minuscolo e al corsivo; per le lettere minuscole molte scuole usano una versione di queste quattro famiglie, anche se i nomi cambiano:

Lettere "giù e via": l, i, t, u, j, y Si parte dall'alto e si scende dritti. "Parto in alto, scendo fino alla riga, piccolo ricciolo."

Lettere tonde: c, a, d, g, o, q, e, s, f Cominciano tutte con la forma della c, partendo più o meno dalle "due" dell'orologio e girando all'indietro in senso antiorario. "Sopra e giro tondo come una c." Quando la c è sicura, a, d, g e o sono solo una c con un pezzetto in più.

Lettere "giù e rimbalzo": r, n, m, h, b, k, p Giù lungo la linea, risalire sulla stessa traccia, poi la curva. "Giù, su e oltre la collina."

Lettere a zigzag: v, w, x, z Linee dritte in diagonale. Di solito è la famiglia più facile.

Questo raggruppamento risolve anche il classico pasticcio tra b e d. La b appartiene alla famiglia "giù e rimbalzo": prima la stanghetta alta verso il basso, poi il rimbalzo su e la pancia. La d è una lettera tonda: prima si fa una c, poi si sale in alto e si scende dritti. Le due lettere partono con movimenti completamente diversi, così la mano le impara separatamente invece che come immagini allo specchio.

Più di tutto, guarda il punto di partenza. Una lettera che sembra a posto ma è stata tracciata dal basso verso l'alto creerà problemi più avanti, quando tuo figlio passerà al corsivo e dovrà legare le lettere. Sulle schede di esercizio metti un puntino dove comincia ogni lettera, oppure chiedi "Da dove partiamo?" prima di ognuna.

La sessione di esercizio da cinque minuti

Le lunghe pagine da ricopiare insegnano soprattutto ad andare di fretta e a odiare la scrittura. Un esercizio breve e accurato funziona meglio. Prova così tre o quattro volte alla settimana:

Passo dopo passo

  1. Riscaldamento (1 minuto)Esercizi per le dita: i "piegamenti del ragno" (polpastrelli premuti gli uni contro gli altri), pizzicotti alla pasta da modellare o strappare la carta in pezzettini minuscoli.
  2. Una famiglia (2 minuti)Tre lettere della stessa famiglia, tre copie fatte bene per ciascuna. Mentre scrive, ditene ad alta voce il movimento.
  3. Cerchia la miglioreTuo figlio cerchia la lettera migliore di ogni riga. Tu commenti solo quella: "Guarda come si chiude bene in alto la tua a."
  4. Una parola vera (1 minuto)Scrivete una parola che conta: il nome di un amico, il nome del cane, cosa c'è per cena.
  5. StopPrima che sia lui a chiederlo. Metti il foglio in un posto dove possa vederlo.

Le nostre schede per ripassare le lettere sono perfette per il passaggio centrale, perché ogni lettera ha un puntino di partenza chiaro e le frecce. Per i bambini più grandi che formano già le lettere correttamente ma lentamente, la raccolta di esercizi di scrittura ha brevi pagine con frasi e lettere da legare.

Schede sulla formazione delle lettere da stampare

5–7 anni

Righe per la scrittura a mano

Vedi altro in biblioteca

La motivazione: dare alla scrittura un motivo per esistere

I bambini che non amano scrivere raramente si convincono con le sole schede. Hanno bisogno di una scrittura che serva a qualcosa.

  • Liste. La lista della spesa, la lista delle cose da mettere in valigia, la classifica dei dieci dinosauri migliori.
  • Etichette. Etichettare gli scaffali della sua cameretta o i barattoli della cucina.
  • Biglietti e messaggi. Un biglietto di compleanno, un messaggio nella borsa del pranzo di mamma o papà, un cartello "Non disturbare" per la porta della camera.
  • Fumetti. Quattro riquadri, un fumetto ciascuno. Molto meno scoraggiante di una pagina a righe.
  • Segnare i punti. Ogni gioco da tavolo ha bisogno di qualcuno che tenga il punteggio.

Separa le idee dalla scrittura a mano. Se tuo figlio trabocca di storie ma scrive lentamente, lascia che te le racconti mentre tu le scrivi parola per parola. Poi lui ricopia una sola frase, la sua preferita, con la sua scrittura più bella. Così può essere autore e scrittore senza che una cosa rallenti l'altra.

Loda qualcosa di preciso. "Che bella scrittura" non dice niente. "Oggi le tue lettere alte sono proprio alte" gli dice esattamente cosa è andato bene.

Anche il disegno aiuta più di quanto i genitori pensino. Cerchi, linee e curve dei disegni semplici passo passo sono gli stessi movimenti delle lettere, senza l'ansia di scrivere giusta una parola.

Disegno passo dopo passo

5 passaggi
Lezione di disegno animata: Sole e nuvola in 5 passaggi. Ogni passaggio aggiunge nuove linee, poi il disegno finito si colora.
Cerchi e linee curve: disegnare un sole e una nuvola allena gli stessi tratti di c, o e a.

La nostra guida su come insegnare a disegnare a un bambino propone altre lezioni come questa. Per un bambino che farebbe qualsiasi cosa pur di non scrivere, il pacchetto Diario di scrittura usa spunti brevi con tanto spazio per i disegni.

Quando chiedere il parere di un terapista

La maggior parte delle difficoltà di scrittura migliora con una postura migliore, un'impugnatura funzionale ed esercizi brevi e regolari. Vale la pena parlarne con le insegnanti di tuo figlio e, tramite loro o il pediatra, chiedere una valutazione da parte di un terapista (della neuro e psicomotricità o occupazionale) se:

  • scrivere gli fa male, o si stanca dopo poche righe;
  • la sua scrittura è molto più lenta o difficile da leggere di quella dei compagni dopo uno o due quadrimestri di esercizio;
  • trova anche forbici, bottoni, posate o giochi con la palla molto più difficili dei coetanei;
  • evita la scuola o si agita molto quando deve scrivere.

Le difficoltà di scrittura accompagnate da problemi di coordinazione più ampi possono a volte essere un segnale del disturbo della coordinazione motoria (chiamato anche disprassia). La panoramica del servizio sanitario inglese NHS sui sintomi (in inglese) è un punto di partenza chiaro e tranquillo. In Italia, difficoltà persistenti nella scrittura vengono valutate anche come possibile disgrafia, uno dei disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Un terapista può valutare insieme forza, coordinazione e impugnatura, e molte scuole possono suggerire strategie nell'attesa.

Se tuo figlio è più piccolo e non scrive ancora le lettere, comincia un passo prima con le nostre guide alle abilità di pregrafismo e alle attività di motricità fine.

Questa settimana cambia una cosa sola: dai a tuo figlio una matita corta e un poggiapiedi, e guarda se venerdì la sua scrittura è diversa.

Domande frequenti

Devo correggere il modo in cui mio figlio impugna la matita?

Solo se gli provoca dolore, stanchezza o una scrittura molto lenta. Molte impugnature diverse dal classico tripode funzionano benissimo, e cambiare un'impugnatura ormai consolidata in un bambino più grande è difficile e spesso inutile.

Quanto dovrebbe esercitarsi a scrivere a casa un bambino di 6 anni?

Cinque minuti, qualche volta alla settimana, bastano. Un esercizio breve e accurato vale più di lunghe pagine da ricopiare, che insegnano soprattutto ad andare di fretta.

Perché a 7 anni mio figlio inverte ancora la b e la d?

Le inversioni sono comuni fino ai 7 o 8 anni circa e di solito spariscono con la pratica. Insegnare le due lettere con movimenti di partenza diversi, invece che come immagini allo specchio, aiuta molto.

Quando chiedere una valutazione a un terapista?

Se scrivere è doloroso, molto più lento o disordinato rispetto ai compagni nonostante l'esercizio, o se si accompagna a difficoltà più ampie, per esempio nel vestirsi, con le forbici o con la palla, parlane con la scuola o con il pediatra per un invio.

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Autori, illustratori ed educatori

Siamo il piccolo team che scrive, disegna e prova le attività di Crayonbird. Sperimentiamo ogni idea con le nostre schede, diamo consigli pratici e onesti anche su ciò che non funziona e rimandiamo alle fonti ufficiali quando conta. Nulla in questo blog è sponsorizzato.